Giornata della Memoria

MARTEDÌ 27 GENNAIO 2015

Lo scorso sabato 24 gennaio, in occasione della "Giornata della Memoria", si è svolta in Biblioteca una cerimonia pubblica per ricordare le vittime del nazismo e dell'Olocausto.

La presentazione del libro "I deportati politici dell'Alto Milanese nei lager nazisti" di Luigi Marcon, Giancarlo Restelli, Alfonso Rezzonico, accompagnata dalle parole dell'Assessore alla Cultura, Giuseppe Augurusa, di Luigi Marcon, di Massimiliano Caselli (ANPI di Caronno Pertusella) e di Renata Pasquetto (ANPI di Legnano), ha subito catalizzato le emozioni del pubblico presente in Biblioteca. In un clima di commossa partecipazione, una Signora aresina, sopravvissuta all’internamento nel campo di Auschwitz, ha reso la sua toccante testimonianza. La cerimonia, quindi, è proseguita con l'intervento di Alberto Savoia (ANPI di Arese) sempre in un’atmosfera di grande suggestione.  

In serata, il Sindaco, Michela Palestra ha ricordato l'aresino Giuseppe Bosani, insignito della medaglia d'onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti, coinvolgendo nel profondo tutti i presenti intorno ai valori legati alla Giornata della Memoria. Il programma si è concluso con lo spettacolo teatrale "A Futura memoria", a cura della Compagnia Acetico Glaciale. Gli attori, Alessandro Tacconi, Raffaella Perrotta e Roberta Mangiacavalli, hanno guidato il pubblico presente in sala con testimonianze e immagini attraverso i genocidi del XX secolo.

La poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi, scritta durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale e della persecuzione degli ebrei, è la poesia di apertura del libro "Se questo è un uomo" dello stesso Levi. I suoi versi, che riportiamo qui di seguito, invitano a riflettere. Lo scrittore con un linguaggio semplice che arriva dritto al cuore, parla di ciò che è realmente successo per farci capire che è nostro compito tramandare il ricordo ai nostri figli e farlo diventare parte di noi. "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario".
 

 Voi che vivete sicuri
 nelle vostre tiepide case,
 voi che trovate tornando a sera
 il cibo caldo e visi amici:
 
 Considerate se questo è un uomo
 che lavora nel fango
 che non conosce pace
 che lotta per mezzo pane
 che muore per un sì o per un no.
 Considerate se questa è una donna,
 senza capelli e senza nome
 senza più forza di ricordare
 vuoti gli occhi e freddo il grembo
 come una rana d’inverno.
 
 Meditate che questo è stato:
 vi comando queste parole.
 Scolpitele nel vostro cuore
 stando in casa andando per via,
 coricandovi alzandovi;
 ripetetele ai vostri figli.
 
 O vi si sfaccia la casa,
 la malattia vi impedisca,
 i vostri nati torcano il viso da voi.

    Primo Levi

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